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Inaugurazione del Cammino – 13 Giugno 2026

Ed eccoci arrivati dopo anni di ideazione alla giornata inaugurale del Cammino!
E' stata una giornata splendida trascorsa piacevolmente, con una inaspettata adesione di circa 250 camminatori registrati sul sito più altri che si sono aggiunti sul momento nelle varie tratte del percorso.

Ti sei perso la giornata inaugurale del Cammino?

Qui di seguito ripercorriamo i momenti più salienti della giornata, mediante video, interviste, citeremo tutti i siti di diffusione che ci hanno dedicato articoli ed approfondimenti, e infine una carrellata di foto, ufficiali e amatoriali, sperando di farvi arrivare lo spirito con cui abbiamo percorso insieme questi chilometri e le stesse sensazioni che ci hanno regalato i bei paesaggi, paesi e boschi che abbiamo attraversato e che ci hanno accompagnato fino alla meta.

Inaugurazione del Cammino  (13:00 min)

Abbazia di Corazzo

L’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, a Castagna, frazione di Carlopoli (CZ), fu fondata dai Benedettini e ricostruita dai Cistercensi, diventando un centro di spiritualità e cultura. Qui Gioacchino da Fiore scrisse opere influenti, mentre i monaci si dedicavano allo studio e alla coltivazione della terra. Secondo la leggenda, l’abbazia avrebbe custodito reliquie sacre e offerto rifugio all’ultimo Gran Maestro dei Templari. Oggi, dopo terremoti e abbandono, restano solo imponenti rovine cariche di storia.

Per saperne di più

L'abbazia di Santa Maria di Corazzo è un'abbazia fondata dai benedettini nel XI secolo in prossimità del fiume Corace in Calabria, ricostruita successivamente dai cistercensi nel XII secolo, danneggiata una prima volta dal terremoto del 27 marzo 1638 e ancora dopo dal disastroso terremoto del 1783. Dopo questa data il monastero venne progressivamente abbandonato e spogliato delle opere artistiche che conteneva: le sue rovine sono visibili in località Castagna, una frazione di Carlopoli, ai confini con Soveria Mannelli. La storia di Santa Maria di Corazzo si incrocia con quella di Gioacchino da Fiore, che qui vestì l'abito monacale, divenendone subito dopo abate. Proprio qui a Corazzo Gioacchino da Fiore scrisse le sue opere principali, aiutato dagli scriba Nicola e Giovanni, quest'ultimo prese il suo posto quando andò lui via. Gioacchino, nonostante fosse l'abate del monastero stava per lunghi periodi lontano da esso a causa del suo impegno a scrivere testi di teologia, fin tanto che nel 1188 fu sollevato dal Papa dal guidare l'abbazia affiliando la stessa, con tutti i suoi uomini e beni, ai cistercensi di Fossanova. L'abate Gioacchino si staccò, quindi, definitivamente da Corazzo trasferendosi prima in un porto di quiete chiamato Pietralata, per poi ascendere in Sila nella primavera del 1189 dove fondò a San Giovanni in Fiore una nuova congregazione religiosa detta Congregazione Florense, approvata da Celestino III nel 1196. Corazzo, Resti della navata centrale Immagine invernale dell'Abbazia di Corazzo Nel 1211, dopo la morte di Gioacchino, l'archicenobio florense avanzò diritti di proprietà sull'abbazia di Calabromaria in Altilia di Santa Severina, ma la vertenza venne risolta per l'intervento del pater abbas sambucinese Bernardo] e dell'imperatore Federico II, in favore dei florensi di San Giovanni in Fiore. Le acque del Corace servivano ad azionare, presso l'abbazia, un mulino e una gualchiera, quindi a fecondare il sottostante territorio agricolo.

Fonte: https://fondoambiente.it/luoghi/abbazia-di-corazzo

Il Racconto del Luogo: approfondimento storico artistico a cura del Prof. Gianfrancesco Solferino

Video Esteso del Cammino  (41:00 min)

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